Il Bacino Ideografico del Fiume Sarno

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Il Bacino Ideolografico del Fiume Sarno

 Il fiume Sarno trae origine da copiose sorgenti che emergono sui bassi versanti delle propaggini occidentali del massiccio calcareo dei monti Picentini, su di un fronte a una quota di circa 30m sul livello del mare, alle spalle della città di Sarno (SA), ai piedi della dorsale locale Monte Sant'Angelo - Pizzo d'Alvano, di cui il monte Saro è un'appendice

Le più importanti sorgenti sono quelle che alimentano il Rio Foce, il Rio Palazzo-Mercato e il Rio Santa Marina (spesso erroneamente indicato nelle fonti con l'idronimo "Rio San Marino").
Questi corsi d'acqua concorrono a formare il fiume Sarno propriamente detto che, dopo un percorso complessivo di circa 24 km, sfocia nel Golfo di Napoli tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, di fronte allo scoglio di Rovigliano caratterizzato dai resti del Castello d'ERCOLE, già citato da Strabone.

Lungo il suo decorso, il Sarno riceve da sinistra, in territorio di San Marzano, l'Alveo Comune Solofrana-Cavaiola che vi recapita le acque di questi due torrenti dopo la loro confluenza nel territorio di Nocera Inferiore. Per questo motivo la sua denominazione è anche quella di "Alveo Nocerino".

Il reticolo idrografico del Sarno è arricchito da un gran numero di altri affluenti secondari, per uno sviluppo lineare complessivo di circa 1.630 km.

“L’intero reticolo idrografico è stato oggetto nel tempo di interventi non sempre commendevoli, quali il rivestimento e/o tombatura degli alvei e la trasformazione di tratti di alveo in strade, la rettifica di anse, le derivazioni e una serie di sbarramenti utilitari.
Dalle indagini svolte dalla competente Autorità di Bacino risulta che 180 km circa di alvei sono stati trasformati in vie di comunicazione e 98 km circa sono stati tombati, mentre rimane allo stato naturale circa il 70% dello sviluppo lineare dell’intero reticolo…
La grande disponibilità della risorsa “acqua” ha da sempre favorito gli usi plurimi della stessa: idropotabile, agricolo e industriale.
                                              
Così le sorgenti  più importanti di S. Maria la Foce, di Santa Marina di Lavorate e di Mercato e Palazzo sono state captate per alimentare l’Acquedotto Campano realizzato dalla Cassa per il Mezzogiorno . Le acque eccedenti vengono reimmesse nel Sarno dallo stesso Acquedotto.

 Alla fine degli anni ’60, il Consorzio di Bonifica, per compensare in parte le carenze irrigue provocate dalle captazioni alle sorgenti, perforò 58 pozzi strategicamente distribuiti nella piana sarnese (ma anche in parte in quella solofrana).
A questi vanno aggiunti altri pozzi per uso industriale o agricolo.
Un calcolo ragionato, in assenza di un censimento aggiornato, peraltro difficilissimo da eseguire per l’elevato abusivismo, fa ascendere a qualcosa come 10.000 e più il numero di pozzi di vario tipo esistenti oggi nella piana sarnese.”
(Doc.to Conclusivo Commissione Parlamentare d 'inchiesta sulle Cause dell'inquinamento del Fiume Sarno -approvato seduta del 12/04/ 2006).

Cosa rimane del Fiume Sarno? Quante sorgenti ne compongono il corso?

“Sono ancora attive ed assicurano il deflusso minimo vitale del Fiume; soltanto le sorgenti  di Mercato e Palazzo che sgorgano a 100 m di distanza l’una dall’altra nel pieno centro urbano di Sarno.”(ibidem)

Il Bacino del Sarno è suddiviso in tre province: Napoli per il 29 % circa; Salerno per il 54 % circa; Avellino per il restante 17 % circa. Alla provincia di Avellino appartiene la fascia montana ad est, nella quale ricade il polo conciario di Solofra; alla provincia di Salerno appartengono la fascia montana che delimita a sud il bacino e la parte centrale dell'Agro Sarnese Nocerino, nel quale ricade il polo agro-alimentare; alla Provincia di Napoli appartengono la fascia costiera e la zona vesuviana.

I 39 più importanti Comuni che compongono il bacino idrografico del fiume Sarno sono così distribuiti:

·         18 I Comuni della Provincia di Salerno:
Angri, Bracigliano, Calvanico, Castel San Giorgio, Cava de' Tirreni, Corbara, Fisciano, Mercato S. Severino, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Rocca Piemonte, San Marzano sul Sarno, Sant'Egidio Montalbino, San Valentino Torio, Sarno, Scafati, Siano;

·         17 I Comuni della Provincia di Napoli:
Boscoreale, Boscotrecase, Casola di Napoli, Castellammare di Stabia, Gragnano, Lettere, Ottaviano, Pimonte, Poggiomarino, Pompei, San Giuseppe Vesuviano, Santa Maria La Carità, S. Antonio Abate, Striano, Terzigno, Torre Annunziata, Trecase;

·         4 I Comuni della Provincia di Avellino:
Forino, Montoro Inferiore, Montoro Superiore, Solofra;

IL PARCO REGIONALE

La L.R. n. 24 del 29 dicembre 2005, pubblicata sul BURC n.69 del 30/12/2005, ha istituito l’"Ente Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno"  e ne ha definito il territorio.  

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